ULTIMO CANTO SIOUX

Quando anche l'ultimo bisonte tramontò
dietro una nuvola di fumo
i vecchi dissero
che presto l'erba sarebbe diventata ferro e il tempo sangue.
Poi, all'alba di un sole malato incontrammo il Destino
che aveva vestito di cielo
a ranghi serrati
la cieca follia
delle cavallette di maggio.
Venivano avanti deliranti d'amore
per le bocche del loro Signore del Tuono
e gridavano forte la loro voglia di spazio
scacciando oltre i monti
la timida polvere della prateria.
Venivano avanti
e recingevano ogni palmo di terra del nostro infinito,
orgogliosi del sacro dovere
di redimerci dalla libertà.
Quando decidemmo di ucciderli prima di trasformarci in vento
chiedemmo perdono agli Dei
di non essere più forti del Cielo di non poter morire due volte.

Little Big Horn
ha macchiato i loro fulgidi libri di storia
ma il tempo li ha resi signori del mondo
e di noi
fiochi bagliori
nei loro recinti di vetro,
...spente pupille.

 


FIGLI DEL VENTO

Credevate che il tempo dispensandoci gli anni
rompesse l'assedio
che il nostro - non tanto lontano –
passato aveva attizzato nel cuore
di carta(o di corte)
del vostro totale?
E' vero, non siamo rinati
e il vento continua a lambire
i luoghi comuni del bosco:
ma l'aria che infetta le metropoli è noia
che voi aspergete omeopaticamente rimodulandola nel solito rondello
. . . e il vento
non può accomodarsi
neppure un istante e tacere:
il vento non tace.
Guardatevi attorno.
I figli del vento
hanno cuori di vetro
e guance un po' troppo sudate, ma con le mani
imprigionano il tempo.
Loro
non muoiono
mai.

 


ATTESA

Arrampicato
su grattacieli di parole e di nebbia attendo treni ed illusioni
che arrugginiscono in deposito, scalo merci di occasioni perdute.
Da lontano sopravvengono spalla a spalla
le ironie della sorte
che un Gran Visir,imperturbabile
manipola. (fruscio di cursori)
Sotto la spada di Damocle - ma chi era?
risuona ,a tratti incerto,
il sorriso ebete della fantasia ultima di un'ultima ratio
........
poi il lamento della realtà che langue.

 


CONFITEOR

Barbagli di intenzioni disattese da me stesso:
cavalieri del buio erranti indecisi
fra stabili pastoie d'un probabile vero e vani miraggi
di garantite fughe in avanti (forets de symboles?)
La nebbia
dipinge l'essenza d'un credo stracciato dal tempo'
scandito da
IERILALTROANCORA
da un logoro chiedo
(petitio ultima):
Bambini
ancora
in rotta
quando salperemo?

 


PAROLE

Reggimenti
di carta stampata
rinsanguati
da in esauste incubatrici di pensieri
e da ussari
trionfanti in cimieri(cimiteri) di voci.
Segni, fonemi
significanti.... parole.
Celate fra i rossori di un amore preso a nolo,
trionfanti nel delirio organizzato di un aspirante despota
vendute dall'ultimo romantico
imbonitore di sogni
incarnate nella multimedialità del LOGOS
sezionate sul tavolo
di un Paracelso moderno
ignorate da chi grida venerate da chi tace soffocate
nell' ultima,perdente, scommessa col destino.
Questo il ridondante privilegio dell'uomo.
Retorica?

ARS GRATIA MORTIS

Seduti
su troni di nebbia
i quadri non hanno paura:
si affannano
(ma senza strafare)
a succedere domani a se stessi.
Primogenito dell'eleganza
il Disegno
si bacia la mano,
affamato di buone intenzioni
ha sorriso su eccessi più infami.
E la febbre di nascere primi
miete sterpi in ristagni di fosso.
Esculapio ha sbagliato le dosi e
la Fama ha intasato i confini
...............
I quadri ora sono di pietra
e la pietra scolpisce
il confine:
nel frastuono, due morbide carte
messaggio-amore/terra di nessuno.
ma gli Artisti
non reclamano fondi,
e il Disegno s'è staccato dal muro:
solo i topi ora mordono l'arte,
con clamore testimoniano tutti. .
E là, dietro l'attimo, assorta in perenne constatazione
una Morte
modello di serie
sta provando a dipingere:

Fine.

FUMO D'ARTISTI

Gli eroi solitari dell'Arte
dalle irrinunciabili priorità esistenziali,
i volti
(categoricamente monolitici)
atteggiati al dolore del mondo,
spesso hanno il pennello
( o la chitarra)
facile
se per ventura gli è dato
di degustare
l'elisir di lunga gloria

 

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